Estef's profileL’abbraccio gelido e nom...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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May 13 Pioggia e tenebre...
Questa è la mia colonna sonora di oggi… Direte molto vampiresca e spaventosa… Ritmo molto secco, nonostante il pianoforte delicato in sottofondo… Voce a tratti sussurrata, altri incazzata, molto dark e comunicante un senso di tristezza e malinconia di fondo…
Come se le pareti invisibili della stanza si sfasciassero attraverso la musica portandoti in un’altra dimensione dove c’è spazio solo per la riflessione e il freddo abbraccio del gelo che a volte ci circonda senza che ce ne sappiamo spiegare il perché… A volte invece solo per dimenticare… Ghotic e i suoi incantesimi che salgono come un fiume dapprima calmo che segue il cammino del letto su cui è stato riposto, ma che man mano irrompe fuori dai suoi argini per invadere tutto quel che si frappone fra esso e la sua meta sconosciuta… Che irrompe tra le tenebre per cercare una luce che è difficile raggiungere… Come una notte di luna piena quando i lampioni son rotti… Magica e terrificante… In cui ti chiedi guardandoti intorno se qualcuno ti stia seguendo o se sei realmente sola in un cunicolo oscuro, tremando e sperando che la notte non ti inghiotta nel suo mantello nero senza lasciarti più… Un buio che non sai se svanirà, ma che condividi o hai condiviso per i pochi minuti di una canzone…
Estef
Mandragora Scream – Nightfall: http://www.youtube.com/watch?v=VM7IFzJJNHk
January 19 Eros e Psiche (o come molti la conoscono "Amore e Psiche")Sò ke è 1 pò lunga e ci ho messo un'eternità, o meglio, tutto un pomeriggio a raccontarvi questa storia dolcixima tratta dalla antica mitologia greca, ma oggi ho voluto lasciarmi un pò di tempo x voi e cmq con la febbre non avrei potuto fare molto altro e cmq ne è valsa la pena...
Vi piacciono le storie romantike?
Allora leggete qui....
In un tempo ormai lontano vivevano un re e una regina ke avevano tre bellissime figlie, ma x quanto fossero tutte belle la più giovane, kiamata Psike, era pregna di una bellezza straordinaria e sopraffina che nessuna parola poteva descrivere...
In città tutti la adoravano come se fosse la nuova Venere ke invece ke dal mare fosse stata data alla luce dalla terra, le voci sulla sua bellezza si sparsero e da ognidove arrivavano forestieri ad ammirarla e adorarla come se fosse una dea, trascurando i templi di Venere...
Venere si infuriò con costei ke aveva una bellezza ke non le spettava in quanto poteva esserci solo una bellezza e questa doveva essere non umana.
La dea infatti non poteva sopportare ke un'umana le usurpasse il titolo di dea della bellezza...e decise di vendicarsi...
Kiamò il suo figlio alato conosciuto per la sua cattiva reputazione di seduttore, che se ne infischiava della pubblica morale, colui ke se ne usciva la notte con arco e frecce, ke spesso di notte profanava i letti nuziali, ke faceva innamorare le xsone, ke combinava di x sè 1 sacco di guai...
Costui era kiamato Eros (o come alcuni meglio lo conoscono Cupido).
Ciò ke Venere gli kiedeva era di far innamorare pazzamente Psike dell'ultimo degli uomini, cioè quello ke la sfortuna più aveva colpito in maniera disastrosa in quanto posizione sociale, patrimonio, salute, cosikkè non ci fosse male peggiore per lei...
Ma nel frattempo Psike nonostante la sua bellezza non era ancora stata kiesta in moglie da nessuno...
Le sue sorelle si sposarono, mentre lei veniva ammirata da tutti ma nessuno ahimè si proponeva e lei finì x odiare quella sua stravolgente bellezza...
Il padre preoccupato ke il motivo della sua solitudine fosse la collera degli dei verso la fanciulla interrogò l'oracolo del dio Milesio kiedendo ke presto essa potesse avere marito, ma gli rispose Apollo (qui xò devo riportarvi le parole esatte del testo, senza raccontarvelo a modo mio):
"Come a nozze di morte vesti la tua fanciulla ed esponila, oh re, su un'alta cima brulla, non aspettarti un genero da umana stirpe, ma un feroce, terribile, malvagio drago alato che volando per l'aria ogni cosa funesta e col ferro e col fuoco ogni essere molesta. Giove stesso lo teme, treman gli dei di lui, orrore ne hanno i fiumi d'Averno e i regni bui."
X più giorni così re e regina piansero la futura sorte della figlia.
Tutta la città era in lutto e a Psike non restava ke adempiere al suo destino...
Accompagnarono Psike al dirupo con le fiaccole spente dalle lacrime e poi la lasciarono lì da sola ad aspettare la sua morte, cosparsa dalle lacrime e spaurita...
Aspettò a lungo, finkè Zefiro col suo vento dolcemente la sollevò da terra x deporla ai piedi di una valle fiorita e rigogliosa ed essa si liberò dalle sue paure e ansie e si addormentò...
Quando si svegliò vide quel paesaggio stupendo e in fondo una reggia, un castello incantato ke non poteva essere ke di un dio o un semi-dio, belliximo e addobbato in maniera suprema con oro, argento, mosaici complicati...
Psike ne varcò la soglia e mentre si meravigliava x la bellezza e rikkezza di quel luogo sentì le voci misteriose delle ancelle ke le svelarono ke tutto ciò era divenuto suo...
Le venne preparato un pranzo sontuoso da invisibili esseri di cui poteva sentire solo le voci...
Ma la notte....
Sola nel suo letto Psike s'addormentò finkè un rumore leggero la svegliò e lei col suo pudore di ragazza vergine cominciò a tremare, ad aver paura soprattutto x il fatto di non conoscere nulla di quel posto, di quegli esseri e di cosa stava accadendo...
Era il suo invisibile sposo ke stava entrando nel letto e...e il resto potete immaginarlo senza entrare nei dettagli....ke scomparì d'incanto all'alba quando poi entrarono le entità invisibili a prestarle le cure x la violata verginità...
Si ripetè ogni notte, lui nell'invisibilità della notte entrava nella camera, la faceva sua e si dileguava all'alba, ma al mattino regnava la solitudine a tratti riempita dalle voci delle entità invisibili...
Nel frattempo le sorelle e i genitori di Psike addolorati x la figlia e x il destino "crudele" predetto dall'oracolo decisero di andarla a cercare e quella stessa notte l'amante invisibile di Psike, cioè il marito, la avvertì di ciò, ma allo stesso tempo la mise in guardia sul fatto ke se lei avesse risposto alla loro kiamata avrebbe dato un gran dolore a lui e x lei stessa sarebbe stata addirittura la fine...
Psike acconsentì, ma il giorno successivo pianse x la gabbia dorata in cui era costretta senza poter consolare le sorelle e i genitori, e disperata com'era non toccò cibo, non si lavò e non fece nient'altro ke piangere...
Il suo sposo ke fù di ritorno più presto del solito la sentì piangere e decise così di xmetterle di rivedere le sorelle, di regalare loro anke parte delle rikkezze, ma di non cedere alle tentazioni ke le avrebbero messo in testa, come quella di indagare sull'aspetto del marito xkè se lo avesse fatto sarebbe passata dalla beatitudine alla miseria più nera e lui non sarebbe più tornato alla notte...
Lei lo ringraziò, gli disse ke lo amava e ke lo preferiva a Cupido (Eros) stesso, si unirono di nuovo e all'alba nuovamente lui svanì.
Psike incontrò le sorelle finalmente e mostrò loro dove viveva, le varie meraviglie ke la circondavano, le fece pranzare e alla fine una delle sorelle kiese ki fosse il padrone di casa e quale fosse il suo aspetto, ma Psike non tradì la promessa fatta al marito e inventò, ma poi x evitare di tradirsi con le sue stesse parole scelse di caricarle di pietre preziose e farle riportare a casa da Zefiro...
Ma una volta a casa le sorelle fecero uscire tutta la loro invidia verso la sorella, x essere stata fortunata a trovare un marito così ricco, bello come aveva detto Psike (inventando), possente, ke la notte le faceva vivere una favola, con agi e voci a cui ordinare, ecc...
Decisero ke avrebbero punito tanta fortuna e superbia (ke in realtà non esisteva, era solo la loro invidia a farle ragionare così) e ai genitori invece rinnovarono il dolore, non parlando della realtà...
Nel frattempo il misterioso sposo la notte avvertì Psike delle intenzioni malvagie delle sorelle invidiose e le ricordò ke se lei lo avesse visto in volto anke solo una volta lui sarebbe stato costretto a sparire dalla sua vita e le rivelò ke nel suo grembo stava crescendo una creatura ke se lei avesse custodito il segreto sarebbe stata immortale, un dio, ma ke sarebbe nata umana qualora lei avesse deciso di disobbedire...
Psike era felicissima e contava i giorni alla nascita e si stupiva nel vedere il grembo crescere così velocemente...
Ma nuovamente il marito le notti dopo avvertì Psike dell'inganno ke le sorelle volevano inffliggerle e la pregò di ignorarle qualora esse fossero andata a cercarla, ma Psike disse al suo amato ke lui sapeva ke le era sempre stata fedele, ke lo amava, ke anke se non aveva mai visto il suo aspetto non le importava più, sentiva le sue ciokke di capelli, le sue guance morbide e lisce, il calore ke emanava il suo petto, il suo profumo, ke sperava di rivedere molto di lui in quel bimbo ke aspettava x cui non sarebbe caduta nell'inganno, non si sarebbe fatta convincere a scoprire qual'era il suo volto...
Lui a queste parole e alle sue dolci carezze accettò e le asciugò le lacrime, Psike avrebbe rivisto le sorelle...
Le sorelle il giorno successivo le fecero visita e lei le accolse a braccia aperte senza sapere cosa l'aspettava...
A fine giornata cominciarono a kiederle ki fosse il marito, da dove venisse e com'era, ma lei non ricordando cosa aveva detto la prima volta invento un'altra storia, poi x tagliar corto diede loro nuove rikkezze e le rimandò indietro.
Al ritorno a casa le due sorelle parlarono del fatto ke Psike aveva risposto nei 2 incontri in maniera diversa e arrivarono alla conclusione ke o lei raccontava 1 sacco di bugie apposta o non sapeva nemmeno come fosse fatto il marito.
X cui il giorno seguente tornarono da lei in lacrime inventandosi ke avevano saputo per certo ke colui ke ogni notte le andava a fare visita e consumava con lei in realtà era un serpente gigantesco con un collo gonfio ke tratteneva un veleno potente e mortale, ke aveva grandixime fauci ed era squamoso, molti lo avevano visto tornare nelle acque del fiume all'alba e una volta ke lei avrebbe partorito non si sarebbe più preso cura di lei, ma anzi l'avrebbe divorata insieme al bambino...
La povera e ingenua Psike fù assalita dal terrore e confessò alle sorelle di non aver mai visto il suo sposo, ke non conosceva nulla di lui se non quel ke gli diceva la notte e ke se ne andava appena la notte lasciava posto all'alba e ke forse avevano ragione, doveva essere proprio un mostro x voler evitare ke lei lo vedesse e kiese loro di aiutarla...
Le sorelle esposero il piano: quando il suo sposo sfinito si sarebbe addormentato lei avrebbe dovuto prendere la lanterna ke avrebbe nascosto in modo ke lui non potesse vederla e quindi avrebbe preso la lama x ucciderlo e una volta fatto ciò esse sarebbero accorse in suo aiuto x portar via le rikkezze, scappare x poi trovarle un vero uomo ke la sposasse.
Ma le sorelle in realtà scapparono il più lontano possibile con delle navi e Psike rimase da sola a casa sua ad aspettare suo marito combattuta tra l'amore x lui e l'odio x la bestia ke era secondo le sorelle.
Preparò tutto x il delitto e quando lui arrivò fecero l'amore finchè alla fine lui si addormentò...
Psike dopo aver riflettuto si fece coraggio e alla fine prese la lama e la lanterna, arrendendosi alla curiositas, ma quando illuminò la figura stesa nel letto fù sopraffatta dalla bellezza di Eros (Cupido) ke era lì addormentato e stupendo, cercò di nascondere allora l'arma, ma le cadde a terra, tremante com'era, e non potè far altro ke ammirare i suoi biondi riccioli, la pelle candida, il corpo xfetto di lui e poi il suo sguardo passò ai piedi del letto sull'arco e le frecce del dio ke la incuriosirono, si punse con una freccia, ma poi lo sguardo tornò a Eros, di cui all'istante s'innamorò e desiderò...
Iniziò a baciarlo ovunque, piano xkè non si svegliasse, ma mentre era presa da quel momento così eterno dalla lanterna cadde una goccia dell'olio ardente ke bruciò Eros sulla spalla e lui si svegliò...
Lei aveva disobbedito e lui si sottrasse alle sue carezze e ai suoi baci x sparire nella notte x sempre, ma mentre scappava volando lei riuscì ad afferrare la sua gamba, resistette così a lungo, ma poi cadde e il suo sposo non potè lasciarla a terra così...
Tornò da lei, ma a distanza, da sopra un cipresso le spiegò ke Venere, sua madre, gli aveva ordinato di vendicarsi di lei facendola innamorare dell'ultimo degli uomini con cui poi si sarebbe sposata, ma ke lui le aveva disobbedito e così facendo si era ferito da solo in quanto lei voleva ucciderlo credendolo un mostro, mentre lui semplicemente l'amava...non aveva ascoltato i suoi avvertimenti, questa era la sua punizione, non vederlo mai più, questo x aver commesso il peccato di hibris, cioè di tracotanza, perchè ha cercato di svelare un mistero ke non le era concesso di scoprire......e anke le sue sorelle sarebbero state presto da lui punite.
E se ne andò...
Psike cercò così di gettarsi nel fiume, ma una onda la riportò a riva xkè quel fiume era devoto al dio e non voleva farle del male, ma il dio Pan ke era poco distante la vide gettarsi prima nel fiume e poi piangere disperatamente e le disse ke se stava così x amore non doveva comportarsi in tal modo, ma pregare Eros ke l'avrebbe aiutata...Psike non rispose al dio Pan.
Come poteva pregare Eros quando era lui il suo amore xso e a cui lei aveva disobbedito x mancanza di fiducia?
Errando per la strada arrivò al regno del marito di una delle sue sorelle, le raccontò cos'era successo, ma poi aggiunse ke ora Eros non la voleva più e ke invece voleva lei e l'avrebbe sposata con delle nozze legittime ed essa inventò al marito una bugia x andare alla rupe vicino a cui Zefiro l'avrebbe portata a Eros, così si gettò dalla rupe x farsi cullare dal vento verso la casa del dio, ma Zefiro (dio del vento) non la prese e lei si sfracellò sulle rocce...
Psike si recò, in seguito, dall'altra sorella e le tese la stessa trappola e anke essa si affrettò ad andare alla rupe e fece la stessa fine dell'altra...
Psike cercò Eros ovunque, ma nel frattempo lui si era rifugiato nel letto della madre (Venere ke era stata avvertita da un gabbiano di tutto l'accaduto e se ne adirò) x curarsi la scottatura...Venere cominciò a riflettere su come fare x punire i due giovani...
Dopo un lungo cammino, intanto, Psike giunse a un tempio x pregare e sistemare del frumento x la dea cui era dedicato e lì lei, Cerere, le si presentò e le disse ke Venere tramava x ucciderla, ma ke lei non poteva aiutarla nascondendola come le kiedeva xkè Venere era sempre sua "parente" e non se la sentiva di farle un torto...
Allora uscì dal tempio ed entrò in un'altro poco distante dedicato a Giunone, madre degli dei, e invocò a lei aiuto, ma ank'essa rifiutò di aiutarla e Psike si disperò sempre più e finì x credere ke la miglior cosa da fare sarebbe stata andare da Venere, in fondo non era lei la madre del suo oggetto del desiderio?
Nel frattempo Venere aveva kiesto con approvazione di Giove l'aiuto di Mercurio, il dio banditore ke le serviva x annunciare pubblicamente con un bando, appunto, ke si dava un premio x ki trovava la ragazza, dato ke lei non era ancora riuscita a farlo...
Ma a Psike, già vicina al palazzo di Venere, venne incontro la Consuetudine, una delle skiave della dea ke cominciò a inveirle contro e a prenderla x i capelli x trascinarla dalla dea della bellezza, ma quando le fù d'innanzi essa la lasciò alle sue ancelle Angoscia e Tristezza xkè torturassero Psike e poi la riportarono davanti alla loro padrona ke skernì la povera ragazza.
D'un tratto Venere le si precipitò contro, le distrusse la veste, le strappò i capelli e la colpì più volte, poi prese chicchi di frumento, d'orzo, miglio, semi di papavero, ceci, lentikkie e fave le mescolò e ne fece un gran mucchio e disse a Psike ke una come lei era così brutta ke x avere un uomo doveva almeno saper superare alcune prove ke dimostrassero quanto valeva. E se ne andò lasciando lì la ragazza gravida in quello stato...
Doveva fare dei mucchietti per ogni tipo di seme, ma come poteva fare?
Fortunatamente una formica ebbe compassione di lei e kiamò altre piccole formike x aiutarla, condannando la crudeltà della dea.
In un batter d'occhio tutti i chicchi erano al loro posto, divisi x qualità e le formike scomparse, così quando Venere tornò si infuriò xkè non poteva averlo fatto lei quel lavoro.
Intanto Eros era sotto chiave in una stanza dorata del palazzo, entrambi dormirono sotto lo stesso tetto, ma separati dal volere altrui e tristi.
Il giorno seguente appena Aurora spinse avanti i suoi carri, cioè quando fece sorgere il sole del nuovo giorno, Venere sottopose Psike alla seconda prova ke consisteva nel portarle un pò della lana d'oro pregiata delle pecore ke pascolavano lungo un ruscello poko più in basso, ma ovviamente c'era un'inganno...ma una canna verde (di quelle x suonare) l'avvertì del xicolo cui si esponeva se fosse andata sotto il sole a prendere la lana delle pecore xkè esse di giorno erano ferocissime e il veleno nei loro denti e le lunghe corna avevano già ucciso i vari ignari uomini ke avevano tentato l'impresa....la canna le consigliò di aspettare ke il sole fosse sceso cosikkè esse si calmassero e poi avrebbe potuto prendere la lana ke era rimasta attaccata alle fronde indisturbatamente e così lei fece...
Ma, nemmeno questa rischiosa prova non servì ad accattivarsi il favore di Venere ke le scelse un'altra prova: salire su un monte altissimo la cui sorgente alimentava le acque del fiume Cocito e riempire un'anfora di Cristallo con quell'acqua gelida, ma correva un rischio mortale.
La vetta era inaccessibile e protetta da draghi, strapiombi e rocce impedivano il passaggio, ma...
Un'acquila reale le venne in aiuto vedendola così affranta x Eros (Cupido/Amore), aveva già servito quel dio precedentemente e aiutare la sua sposa poteva solo giovargli, quindi prese l'anfora e attinse all'acqua.
Ma ora a Psike spettava una quarta prova, la più dura forse, xkè Venere non era ancora soddisfatta...
Infatti sarebbe dovuta scendere agli Inferi x portare una scatoletta a Proserpina kiedendole se poteva darle un pò della sua bellezza anke x un solo giorno xkè Venere aveva finito la sua dose x curare il figlio malato...
Psike pensò ke forse era tutto finito, dal momento ke doveva andare negli Inferi sarebbe dovuta morire e forse non ne avrebbe più fatto ritorno, salì su una torre altissima da cui poter gettarsi x metter fine alla sua vita ed entrare in quel regno misterioso, solo x avere il favore di Venere e ricongiungersi col suo amato, ma...
La torre parlò, le intimò di fermarsi, se si fosse buttata giù dalla torre, sì, sarebbe andata negli Inferi ma non avrebbe potuto più far ritorno nel mondo dei vivi, così le indicò la strada più lunga, ma più saggia...
A Sparta avrebbe trovato un'imboccatura x scendere in quel regno oscuro, ma addentrandosi avrebbe dovuto seguire alcuni accorgimenti come quello di portare delle ciambelle, del miele e del vino, tenendo in bocca due monete, se incontrava nella sua strada un asino zoppo con un'asinaio anke esso zoppo ke le kiedeva di raccattargli dei rami avrebbe dovuto andare avanti senza fermarsi, arrivata al fiume avrebbe trovato Caronte ke traghettava i morti dall'altra parte del fiume facendosi pagare il pedaggio con una moneta ke xò avrebbe dovuto essere lui a prendere dalla sua bocca, mentre veniva traghettata un vekkio avrebbe kiesto di accoglierlo nella barca ma non doveva cedere, non le era concesso.
Una volta attraversato il fiume ci sarebbero state delle tessitrici ke le avrebbero kiesto una mano, ma lei avrebbe dovuto passare oltre xkè erano solo un trucco di Venere x farle cadere le ciambelle ke le servivano x il cane gigantesco a 3 teste (una x l'andata e 1 x il ritorno) di guardia alla porta e a Proserpina ke veglia sulla dimora di Dite.
Proserpina l'avrebbe accolta gentilmente e le avrebbe offerto un grande pasto, l'avrebbe invitata a sedere, ma lei avrebbe dovuto sedersi x terra e non sulla sedia degli ospiti e kiedere solo un pezzettino di pane x poi dire il motivo della sua discesa e preso ciò ke essa le avrebbe affidato sarebbe dovuta risalire, ripercorrendo lo stesso xcorso e soprattutto non avrebbe dovuto aprire la scatola e guardarci dentro.
Psike seguì alla lettera tutto ciò ke la torre le aveva consigliato e uscì dagli Inferi sana e salva con la scatola, ma una volta fuori fu presa dalla curiosità, la scatola in fondo portava la Divina Bellezza xkè non prenderne solo 1 pokino x piacere di più al suo amato...
Così aprì quella sventurata scatola...
Nella scatola non c'era nulla, se non sonno, un sonno eterno ke la lasciò lì sul sentiero immobile...
Nel frattempo Amore, cioè Eros, guarito dalla ferita causata dalla scottatura scappò dalla finestra della stanza in cui era stato imprigionato x riunirsi alla povera Psike, una volta trovatala le tolse il sonno di dosso e lo rikiuse dentro alla scatoletta e pungendola appena con una sua freccia la risvegliò e la esortò a concludere il suo compito prima ke Venere si accorgesse del suo aiuto e se ne andò...
Eros andò così da Giove ad esporgli la situazione e nonostante i vari guai ke il giovane aveva precedentemente combinato gli diede una mano, convocò tutti gli dei e sancì ke era tempo di metter fine agli adulteri ke Eros aveva perpetrato prima di conoscere Psike, congiungendolo con lei in matrimonio, fece bere a Psike l'ambrosia e lei divenne immortale così ora potevano esserci delle giuste nozze e neanke Venere poteva fare nulla al riguardo.
Psike e Amore ebbero delle giuste nozze fra pari, come la legge imponeva quindi, e la figlia ke nacque è quella ke viene kiamata dai latini Voluptà, cioè Piacere.
Estef
September 16 ρєяℓє ∂ι ѕαggєzzα (αикє ∂σνє иσи тє ℓє αѕρєттєяєѕтι...)“Ti preoccupi troppo di ciò che era…e di ciò che sarà…
C’è un detto… Ieri è storia… Domani è un mistero… Ma oggi…è un dono… Per questo si chiama presente…”
Tratto da "Kung-fu panda", Maestro Oogway
August 06 Noi che...
Noi che
Che fortuna esserci stati. March 23 La rana e lo scorpione.
Lo scorpione doveva attraversare il fiume. Così non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana: - "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda" La rana rispose: - "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!!!" "Per quale motivo dovrei farlo" - incalzò lo scorpione - "Se ti pungo tu muori e io annego!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.
Tratto da "La rana e lo scorpione" degli 883 (ke a loro volta l'hanno tratta da una storia Zen)
March 07 Ki ha tempo non aspetti tempo... Lei: Hei!![]() Lui: Hei, ciao! ![]() Lei: Scusami, mi dai 5
minuti... sai... dovrei parlarti...![]() Lui: ok, come vuoi...![]() ![]() SI SPOSTANO SUL RETRO X PARLARE... ![]() Lei: sai, c'è 1 cosa che dovrei dirti.... ![]() Lui: l'avevo immaginato... di che si tratta???![]() Lei: è 1 cosa che mi tengo
dentro da molto tempo...![]() ![]() IL RAGAZZO LA FISSA SBALORDITO ![]() Lei: sai, sto x fare la
cazzata + grande della mia vita... spero che mi perdonerai...![]() Lui: cosa significa...![]() ![]() LA RAGAZZA LO ATTIRA A SE E LO BACIA![]() ![]() ![]() Lei: Ed ora, cm immaginavo,
non vorrai parlarmi più, lo capisco... anzi... facciamo finta che... non sia
successo nulla... va bene?![]() Lui, imperturbato: e xke mai???![]()
io TI HO AMATO... ma... |
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